Spazzolino sì…ma come?
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Il sabato del villaggio Ore piccole in laboratorio odontotecnico
Nov 06

Cresce il numero delle figure professionali che affollano lo spazio intorno alla poltrona dello studio dentistico. Alcune di queste sono nate in modo specifico per integrare, specializzandolo, il lavoro di comunicazione dell’odontoiatra sul fronte della prevenzione attraverso l’educazione sanitaria. La tappa fondamentale di questo processo è l’insegnamento dei principi più corretti della pulizia dei denti che però sembra continuare ad essere il “Tallone d’Achille” dell’odontoiatria. Infatti lo spazzolamento incongruo, sbagliato nei movimenti o violento, rimane ancora il fattore decisivo che permette ai microbi di entrare nel torrente circolatorio e di far danno, potenzialmente, in qualsiasi distretto corporeo.
Lo afferma un’interessante articolo messo in Rete da Odonto Consult che riproduciamo integralmente.

Spazzolare sì, ma con delicatezza
GdO 2008; 12
Debora Bellinzani
News – Prevenzione
I batteri che vivono nel cavo orale possono entrare nel flusso sanguigno attraverso qualsiasi lacerazione delle gengive, e da tempo i ricercatori cercano di stabilire se le piccole vie d’accesso create da un’azione quotidiana come lo spazzolamento dei denti possono essere paragonate all’ampio contatto con il sangue dovuto per esempio a un’estrazione dentale. Nell’ottica di definire i criteri di prevenzione legati al possibile sviluppo di endocardite infettiva nei pazienti a rischio, un gruppo di ricercatori statunitensi ha valutato la diffusione dei batteri in diverse situazioni giungendo a risultati non esenti da sorprese.
“Il cavo orale è colonizzato dalla più grande varietà di batteri rispetto a qualsiasi altra area dell’organismo umano, e alcuni di questi sono associati con il possibile sviluppo di endocardite infettiva” descrive Peter Lockhart, responsabile del Dipartimento di medicina orale presso il Carolinas Medical Center di Charlotte, negli Stati Uniti. “Per i pazienti considerati a rischio, come per esempio coloro che hanno subito la sostituzione di valvole cardiache o hanno già sofferto in passato di endocardite, è importante capire quale consistenza abbia la diffusione dei batteri potenzialmente dannosi che possono arrivare al cuore con il flusso sanguigno passando attraverso anche piccole lacerazioni del tessuto gengivale che circonda i denti”.
Per essere in grado di quantificare con esattezza il rischio, i ricercatori hanno eseguito prelievi di sangue a 290 pazienti prima, durante e dopo due interventi che causano lacerazione gengivale: lo spazzolamento e l’estrazione di un dente, quest’ultima eseguita dopo l’assunzione di antibiotico nella metà dei casi e dopo l’assunzione di placebo nell’altra metà. Il disegno e i risultati dello studio sono stati pubblicati su Circulation, la rivista dell’American Heart Association.
“Isolando esclusivamente i batteri associati all’endocardite infettiva, dall’analisi dei prelievi abbiamo scoperto che la loro incidenza era del 23 per cento dopo lo spazzolamento dei denti, del 33 per cento dopo un’estrazione dentale preceduta dall’assunzione di amoxicillina, e del 60 per cento nel caso dell’estrazione senza somministrazione di antibiotico” prosegue il ricercatore; “pur essendo naturalmente prevedibile che lo spazzolamento dentale comporti il rischio minore di diffusione dei batteri pericolosi, la percentuale è superiore a quanto ci aspettassimo e rappresenta sicuramente un rischio importante che è bene conoscere”.
Per gli odontoiatri è utile sapere inoltre che il picco della quantità di batteri presenti nel sangue si raggiunge nei cinque minuti successivi alle tre procedure, e che nella maggior parte dei casi i livelli ritornano alla normalità dopo 20 minuti, anche se il 5 per cento dei pazienti sottoposti a estrazione e il 2 per cento di coloro che avevano spazzolato i denti mostravano tracce di batteri pericolosi nel sangue anche un’ora dopo. “Anche se la batteriemia legata alle operazioni di igiene orale è meno consistente, lo spazzolamento quotidiano dei denti è da considerarsi un fattore di rischio per via della sua frequenza rispetto al raro evento di un’estrazione dentale” conclude Lockhart; “tuttavia poiché le operazioni di igiene orale sono fondamentali proprio per contenere il numero di batteri presenti nel cavo orale, che altrimenti aumenterebbe rendendo davvero pericolosa l’apertura di una lacerazione nelle gengive, lo spazzolamento deve essere assolutamente raccomandato anche ai pazienti a rischio, consigliandoli di non essere troppo energici e di preservare il più possibile l’integrità dei tessuti gengivali”.
Circulation 2008;117(24):3118-25.
“Bacteremia associated with toothbrushing and dental extraction” >>

L’abstract dello studio citato in bibliografia e alcuni approfondimenti sono scaricabili all’indirizzo:
http://www.americanheart.org/presenter.jhtml?identifier=3058776

 Tratto da:www.odontoconsult.it

2 Responses to “Spazzolino sì…ma come?”

  1. Fabioletterario Says:

    Io spazzolo sempre e a volte anche un po’ troppo energicamente… Ecco perché mi sanguinano le gengive… :-)

  2. daniele Says:

    Eh sì caro fabio i tessuti orali sono delicati e operazioni troppo energiche o con spazzolini inadeguati (consumati o troppo duri) fanno a volte dei danni seri.

    Per non parlare del dentifricio..

    daniele

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