2008 Agosto
Scarica gratuitamente la conferenza del Dott. Miclavez IL DENTE AVVELENATO
Ago 28

Come un virus per il computer o per il corpo umano, cosi la nostra attività (qualsiasi essa sia, on-line oppure off-line) deve diffondersi in modo automatico, “virale”, per poter avere possibilità di affermarsi.

Le forme moderne di viral marketing sono diverse:

  • guerilla marketing (dimostrazioni estemporanee di strada con un messaggio anche subliminale che emoziona e lascia il ricordo del “brand”;
  • Stickering (affissioni cartacee in luoghi mirati e di incontro per i destinatari del messaggio, anche sotto forma di striscia adesiva sui quotidiani, che pubblicizzano un evento singolo, che si prefigge di creare uno spettacolo emozionalmente coinvolgente, anche  gratuito.
  • Il web 2.0 (nuovo concetto di internet basato sulla interattività dei siti, quasi sempre blog, dove i contenuti sono creati direttamente dai visitatori (you tube, my space ecc) e il “lettore”diventa protagonista, con tutti gli eccessi del caso.Propio questo protagonismo alimenta, e’ la forza motrice di milioni di blog in tutta la rete (blogosfera) in cui si aprono scenari lavorativi impensati solo qualche anno fa. Ecco che i blogger  diventano a volte delle star con guadagni a sei cifre o, viceversa, delle star (anche in decadenza)  che ritornano in auge per mezzo della rete.

The sky is the limit dicono i grandi dominatori del”www”.. e’ vero!

I possibili contatti tramite internet sono un numero, credo, inestimabile.

Esiste anche un galateo, una netiquette della rete,  non sempre rispettata, ma il sistema ha le sue armi per difendersi.

Ecco che, anche off-line, alcuni criteri di marketing sono applicabili.

Ecco che, dopo aver appreso il copywriting, applico gli stessi concetti dello “scrivere per persuadere” rivolto ad internet, alle lettere di presentazione e di vendita in forma cartacea.

In vent’ anni di mailing tradizionale non ebbi mai “una” risposta positiva:

In due mesi di applicazione del copywriting,in un test di 10 lettere via

posta ordinaria,tre dentisti (i miei clienti) hanno contattato il mio

laboratorio odontotecnico.

PAZZESCO!!!UNA CONVERSIONE DEL 33%

Qualsiasi operatore della rete vi potrà assicurare che una conversione (rapporto tra contatti unici e acquirenti) del 3/4% e’ un successo!!

HO DOVUTO SOSPENDERE LA MAILING PERCHE’ NON RIESCO, PER ORA A SMALTIRE IL LAVORO!!!

E non mi azzardo nemmeno a lanciare una campagna via internet perche, sono sicuro non sarei in grado di fronteggiare tutte le richieste!

PER ORA..

Daniele

Ago 27

Ieri sono stato in studio per rilevare il colore di una paziente con lo spettrofotometro “Spectoshade”

All’ apertura della bocca sono rimasto di sasso…

NERO!!!

Il suo cavo orale era buio, costellato da grandi quantità di amalgama!

Non ho mai visto una bocca così piena di piombo e mercurio!!

Ma come si fa?

Una ragazza piuttosto giovane, sulla trentina,  con grandi quantità di veleno che, giorno dopo giorno si disperde nel suo organismo.

Ho fatto fatica a rilevare il colore dei suoi denti naturali per il semplice fatto che non ve ne erano!

Osservando il suo viso era tutto macchiato di scure aree, ed il contorno occhi era blu!

Dio mio!

Daniele

Ago 25

Sembra fantascienza ma, come spesso accade, la realtà segue da vicino la fantasia creativa dell’ uomo.

Macchinari che leggono un modello dentale e riproducono le forme in modo sempre più preciso (sistemi cad-cam)

Occhi elettronici per rilevare i parametri del colore naturale dei denti da imitare (spettrofotometro)

Micro-Camere che introdotte nel cavo orale rilevano una impronta digitale anzichè fisica(scanner intraorali)

A proposito di scanner intraorale, chi ne fosse interessato potrà avere informazioni dettagliate dalla ditta 3m ESPE che ne ha parlato al seminario dello scorso aprile.

Tale azienda ha già  previsto la commercializzazione in italia nei prossimi18/24 mesi di un sistema che inizia con la rilevazione di impronta digitale, per proseguire con la produzione di un modello dell’ arcata rilevata digitalmente e la spedizione al laboratorio odontotecnico dello stesso.
Il tecnico rileva, sempre con l’ occhio digitale (spettrofotometro) i parametri di valore, croma, e tinta di un dente naturale del paziente da imitare.
La mano e l’ esperienza dell’ uomo però non potrà mai essere sostituita dalle macchine..essa potrà dare ausilii per abbreviare i tempi di lavorazione ma, per fortuna, non potrà
MAI prendere in toto il posto della creatività, passione e gusto artistico dell’ uomo.
Se avrai tempo e voglia di leggere anche i posts alla categoria UMANITA’ del mio blog ne avrai una conferma:

 l’uomo sempre al centro dell’ universo.
Ben vengano le teconologie ma sempre per “aiutare” l’uomo e non per alienarlo o complicargli la vita.
Ritornando al cad-cam molte multinazionali hanno fatto enormi investimenti  a partire dai primi anni di questo millennio, persino grosse realtà mondiali (degussa e wieland) che avevano come top-product le leghe dentali.
Molti di questi materiali metal-free (zirconia, allumina ecc) escludono l’uso di leghe metalliche: questo particolare dovrebbe far riflettere.
Spingere con ingenti investimenti una tecnica che esclude l’ uso di un materiale di cui sono leader mondiali può aver diversi motivi: difficoltà sempre maggiori di approvigiionamento delle materie prime?previsioni di mercato a lungo termine?tendenza a prendere “comunque” mercati ancora inesplorati?
Io non lo so.
So solo che per noi odontotecnici queste nuove tecnologie e materiali sono una opportunità per ampliare la gamma di offerta agli studi dentistici, ma anche una roulette russa per le piccole realtà che non riescono a creare un piano economico-patrimoniale a media scadenza, indebitandosi sempre più per star al passo con le nuove teconologie.

Basterebbe saper fare i conti della serva: acquistare uno scanner costa dai 15 ai 20mila euro.
Scolarizzazione e corsistica diversi giorni di lavoro persi.
Update annuali (se non semestrali) del sistema 1500/2000 euro.
Per risparmiare quanto?15 o 20 euro a corona?
E quante corone devo (minimo) scannerizzare annualmente per raggiungere il punto di pareggio (break even point)?
E lavoro per pareggiare?Certo che no!
Ecco che una miriade di laboratori commissionano in outsourcing totale le loro cappette cercando di fare accordi con la ditta che tiene il prezzo più basso ( a discapito della precisione!)
Personalmente ho lavorato con KAVO (sistema everest a cinque assi) con DEGUSSA (sistema cercon 4 assi)wieland (sistema zeno a cinque assi) ma la cura con la quale il tecnico (uomo!!) del centro fresaggi di Trento mi rifinisce i margini delle corone create col sistema “lava” 3m espe, io non l’ ho trovata da nessuna alta parte!!
Ecco che ritorna l’ uomo, l’operatore, il quale con la sua esperienza e passione per questo lavoro, produce dei manufatti più precisi e curati, pur avendo un software non tra i più recenti (nei prossimi mesi sarà però aggiornato)

Perciò attenzione a non perdere il centro, il fulcro la causa e la ragione di tutte le cose:L’ UOMO!!

Daniele

 

 

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