2008 Luglio 13
Scarica gratuitamente la conferenza del Dott. Miclavez IL DENTE AVVELENATO
Lug 13

Qualcuno dice che, per la legge di attrazione, ognuno di noi attira attorno a sè situazioni, persone, fatti che sono in risonanza con la nostra frequenza cerebrale di quel periodo.

Questa primavera, durante un viaggio in toscana, feci visita ad una mia zia che abita in un rustico sulle colline di Cortona, a due passi dal lago Trasimeno.

Mia zia Franca è pittrice, ha girato il mondo in lungo e in largo, non ha figli ed è un’ anima inquieta, come me.

Mi ha regalato un  suo libro.

Già dalle prime pagine si intuiva che non si trattava di un romanzo alla “codice da Vinci” che, per quanto carino, non mi ha dato nulla.

“Che cosa hanno in comune la disposizione dei petali di rosa e dei semi delle mele, la forma a spirale delle galassie, un quadro come come il Sacramento dell’ ultima cena di Salvador Dalì, i progetti di Le Corbuisier (e magari il patrenone o la grande piramide di Giza) e la “successione di Fibonacci” (1,1,2,3,5,8,13,21,34,55…in cui ogni numero è la somma dei due che lo precedono)?

Per quanto strano possa sembrare, in queste realtà così disparate si nasconde (o è stato cercato) un numero particolare, una proporzione geometrica scoperta dai pitagorici, definita da euclide, chiamata-in un trattato di Luca Pacioli illustrato da Leonardo- “divina proporzione” e in seguito, nell’800, “sezione aurea”.

Questo numero, indicato con la lettera greca phi, è 1,6180…

E’ un numero irrazionale, cioè non si può esprimere con una frazione e ha infinite cifre decimale, prive di sequenze ripetitive.

Deriva dalla geometria (è un modo di dividere un segmento in due parti) ma tende a mostrarsi nei luoghi più impernsati e ha affascinato non solo alcune delle migliori menti matematiche di ogni tempo, ma anche biologi, artisti, musicisti, storici, architetti, psicologi, perfino mistici, ed è apparso come un simbolo dell’ armonia dell’ universo: un universo progettato da un dio matematico.

Ha detto Albert Einstein:”Quella del mistero e la più straordinaria esperienza che ci sia dato di vivere.E’ l’emozione fondamentale situata al centro della vera arte e della vera scienza”:

In questo libro di esemplare chiarezza e rigore, Mario Livio parla di un mistero e dell’ emozione della scoperta.

Illustra i miti (sfatandone molti) e la realtà (spesso ancora più singolare) della sezione aurea e mostra il profondo rapporto tra il mondo fisico, le creazioni artistiche e intellettuali e la limpida bellezza dei numeri”

Fin qui la nota di apertura dell’ editore.

Che meraviglia!!

Scoprire che una lumaca di mare costruisce la sua chiocciola in una forma che è la spirale logaritmica, che già pitagora ed euclide ritrovavano questa costante numerica nell’ universo, che le galassie hanno forma a spirale per lo stesso motivo che alcune figure solide (il cubo, l’ottaedro, il dodecaedro,l’ icosaedro)) hanno delle proprietà magiche..

Scoprire che Leonardo da Pisa (Fibonacci) nel 1200 portò i numeri arabi in europa, dopo una serie di lunghi viaggi in medio oriente al seguito di suo padre commerciante ideando l’abaco.

Scoprire che le basi della nostra matematica vengono dai popoli musulmani i quali la salvarono e la ripresero dopo il periodo oscurantistico, quando l’ imperatore bizantino Giustiniano nel 529 dopo cristo ordinò la chiusura di tutte le scuole greche, compresa l’Accademia fondata da Platone.

La grandiosa biblioteca di Alessandria fu distrutta dalle campagne militari romane, cristiane e poi islamiche.

Scoprire che “algebra” deriva  dal  titolo del primo trattato sull’ argomento di Mohammed ibn-Musa al-Khwarizimi, composto a Bagdad(!) verso l’anno 825 col titolo”kitab al-jabr wa al-muqabala” mi lascia amarezza nel pensare come stiamo trattando oggi quelle culture millenarie, solo perchè (per loro sfortuna) abbiamo scoperto che hanno molto “oro nero”.

Diceva Keplero (1571-1630):

La geometria posiiede due grandi tesori:uno è il teorema di Pitagora; l’altro la divisione di una linea secondo il rapporto estremo e medio.

Possiamo paragonare il primo ad una certa quantità d’oro, edefinire il secondo una pietra preziosa.

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