Caro dentista..2
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Caro dentista.. Caro collega 3
Apr 21

Caro dentista,

oggi mi chiami, ti rispondo cortese..

“Vieni a ritirare dei lavori?” mi dici..

“Sono molto impegnato, non so se ce la faccio, ti mando il ragazzo” rispondo.

Insisiti ridendo “se viene il ragazzo non posso dargli l’ assegno…”

“Va bene “ti dico.

“Fino a che ora vi trovo?”

“Fino alle sette sicuramente..ciao”

“Ciao”

Di corsa, dopo aver lavorato dodici ore filate, con un panino trangugiato verso le due e nient’altro nello stomaco, finisco il molare in ceramica che stavo glasando e, con lo scooter sotto la pioggia (la macchina la usa mia moglie per i bambini e due auto costano troppo) percorro i dieci chilometri che mi separano dal TUO studio per ritirare le protesi dei TUOI pazienti.

Aspetto venti minuti, dalle 18.58 alle 19.18 ti affacci alla porta e con i lavori in mano mi dici “..mi sono dimenticato a casa il libretto degli assegni”..

Dunque:

  1. Mi chiami dicendomi di venire io e non il ragazzo perchè mi devi dare  l’ assegno,
  2. Corro come un cretino sotto l’ aquazzone in motorino, per non arrivare tardi,  
  3. Aspetto venti minuti in sala d’ apetto con i vestiti bagnati,
  4. Apri la porta, faccio per entrare, mi blocchi subito con i lavori in mano dicendomi che hai lasciato a casa il libretto:

Vuoi che aspetto che finiate , per fare le pulizie?

Esco.

Per fortuna ho imparato a trovare un senso in ogni cosa e una risorsa da sfruttare in ogni crisi.

Chissà per quanto tempo sarei rimasto legato (inutilmente) a te se non ti fossi comportato così!!

Sorrido.

Torno a casa sereno.

Per fortuna non sono come te..

E sei occhi amorevoli me lo faranno capire, tornando nel nido..

Daniele

One Response to “Caro dentista..2”

  1. silvia Says:

    Caro Daniele, al mondo ci saranno sempre i prevaricatori e i prevaricati; è così e c’è poco da fare… purtroppo in ogni lavoro c’è un lato amaro, anche negli impieghi di chi sembra più fortunato degli altri.. Il modo migliore per superare questi “ostacoli” è il provare a farseli scivolare addosso. Magari le prime volte si fa fatica, ma poi lavorando su noi stessi, ce la si può fare.. è difficile, bisogna arrabbiarsi sempre meno, capire che anche noi in alcuni frangenti abbiamo fatto soffrire qualcun’altro (magari un nostro collega o dipendente, a ragione o anche a torto..) e questo è un piccolo prezzo da pagare per migliorare, per capire che NON VORREMO MAI ESSERE COSì… queste cose le sto imparando anch’io; spesso non ci riesco, talvolta sì! Ma la vita di tutti i giorni è meglio considerarla più che una giungla una vera e propria “palestra” dove allenando noi stessi (non fisicamente ma interiormente) prima o poi riusciremo a migliorare e a cambiare… Ciao a tutti Silvia

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