Metalli non preziosi per uso dentale
Da un’ indagine di settore effettuata negli Stati Uniti dalla multinazionale 3m, si riscontra che l’uso dei metalli preziosi in odontoiatria si sta sempre più riducendo a favore dell’ adozione di materiali ceramici (zirconia, allumina, ceramica integrale ecc) per le fasce di pazienti più benestanti, e di metalli non preziosi per i pazienti meno abbienti.
La fascia media di mercato, e cioè quella dei metalli semi-preziosi, si sta sempre più assotigliando e, se le previsioni sono corrette, andrà a scomparire per diversi motivi.
Il principale è senza dubbio quello economico visto la continua impennata del prezzo dell’oro e dei materiali preziosi: l’oro nelle borse mondiali supera molto spesso il record storico di prezzo all’ oncia di oro fino.
L’uso sempre più sicuro e perfetto di macchinari e metodologie cad-cam, permette di produrre ponti e corone in cromo-cobalto, in titanio e con tecniche sia di fresaggio che di lasersinterizzazione (apposizione di polveri di metallo su monconi ed in seguito sinterizzati) a costi fino a qualche anno fa impensabili.
La biocompatibilità di questi metalli viene dalle proprietà di resistenza alla corrosione che deriva dalla struttura cristallina di titanio e cromo cobalto.
I difetti di lavorazione con le vecchie fonditrici (porosità con conseguenti segregazione di impurità) vanificavano le proprietà fisico-teconologico di questi metalli; con la fresatura di dischi di titanio di grado di purezza 1, si ottengono delle strutture ceramizzabili perfette e leggerissime.
Ulterori informazioni su questo argomento le trovate qui:
“Il successo delle leghe non preziose” dott Jurgen Lindigkeit
Daniele


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