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Test di ingresso in odontoiatria:”Italian style”

Postato da daniele on set 09, 2009

Trentamila euro da versare a selezione oramai superata. Cinquemila, invece, come acconto. Era questo il “listino” dell´organizzazione che, secondo la guardia di finanza, avrebbe cercato di truccare i risultati dei test di ingresso ai corsi di laurea di odontoiatria delle università di Napoli, Foggia e Verona. I militari del nucleo di polizia tributaria, coordinati dai sostituti procuratori Francesca Romana Pirrelli e Renato Nitti, hanno trovato riscontri all´ipotesi investigativa. I componenti della organizzazione erano undici. E alcuni di loro conservavano alcuni appunti. Avevano annotato il nome degli studenti, almeno due, che avevano versato l´acconto da cinquemila euro. Un elemento importante. Un indizio che dà forza all´inchiesta della procura e che ancora una volta ha contribuito alla scoperta di una centrale operativa, allestita con l´obiettivo di trasmettere, in tempo reale, i risultati delle prove.

I componenti di quelli che la procura ritiene fosse una vera e propria associazione erano undici. E già in passato si erano adoperati perché gli studenti, in grado di pagare, superassero i test di selezione. Quest´anno, dopo lo scandalo del 2007 sui test di ammissione alla facoltà di medicina di Bari, le aule del capoluogo pugliese, erano state schermate. Impossibile introdurre telefonini o altri strumenti elettronici. Così l´organizzazione ha consigliato agli aspiranti dentisti di iscriversi alle prove, bandite dalle facoltà delle università di Foggia, Napoli e Verona.
Dodici complessivamente gli studenti che avrebbero pagato la centrale operativa e che avrebbero, per questo, dovuto ricevere in tempo reale le risposte ai test. Quasi tutti sono figli di dentisti, medici o odontoiatri. Gli uomini della guardia di finanza hanno ricostruito il sistema, ideato dall´organizzazione, composta da esperti, e cioè da odontoiatri, medici, docenti, laureati che conoscevano la materia, oggetto dei test. Il meccanismo era semplice. Un giovane si iscrive alle prove di accesso. Ma lo fa, solo con uno scopo: fotografare le pagine con le domande per accedere alla selezione.

L´immagine viene inviata alla centrale operativa, allestita ad Altamura, nell´appartamento di Francesco Miglionico, odontotecnico e assessore in quota Pdl al Comune (dopo la notizia del coinvolgimento dell´inchiesta, ieri, ha rassegnato le dimissioni). Il figlio è uno dei partecipanti ai test. Gli esperti che fanno parte dell´organizzazione, computer alla mano, sono pronti a trasmettere le risposte ai quiz con le e mail che i beneficiari avrebbero dovuto ricevere sui propri cellulari o palmari di ultima generazione. Il blitz della guardia di finanza nell´appartamento dell´oramai ex assessore porta la conferma che mancava. I componenti della centrale operativa erano già al lavoro quando i militari delle fiamme gialle hanno fatto irruzione.

Secondo l´accusa, l´organizzazione, con lo stesso sistema, avrebbe operato negli scorsi anni. E per questo era convinta di non essere scoperta. Le indagini si sono basate anche su intercettazioni, su filmati video e su altri strumenti ad alta tecnologia: come l´impiego del sistema gps per localizzare gli indagati (tra loro anche Felice Roberto Grassi, presidente del corso di laurea in Odontoiatria dell´università di Bari).
(g. d. m.)

(08 settembre 2009)
Fonte:www.Bari.repubblica.it

Anche a Verona è stato beccato un “dottore” con un palmare attaccato alla gamba…
Che vergogna!
Studiare in Italia sembra sia un perditempo per stupidi!!
Meglio pagare, più facile, anche perchè paga papà!!
Non mi meraviglio, ma penso:dove arriveremo?
Daniele


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