Il gabbiano perduto..
Mentre mi accingo a scrivere questo articolo, mi accorgo di non riuscire a pensare ad un incipit che dia un senso, una dimensione ragionevole a ciò che voglio comunicare..
Non ne trovo di migliori perciò mi rassegno: ditemi pure che faccio demagogia, non me ne può fregare di meno!
Quando un uomo non riesce a provare compassione per qualsiasi forma di vita, destinata a spegnersi per nostra omissione, credo, azzardo nel dire che quell’ “uomo” abbia perso una parte importante di sè!!
“Più conosco gli uomini, più amo gli animali..” diceva qualcuno..
Sono d’ accordo solo in parte..
La mia posizione è:” più amo gli animali, più amo me stesso”
Avete mai provato un sentimento istantaneo, dal profondo del vostro cuore, per gli occhi adoranti del vostro cane, per la giocosità del vostro gatto, per l’ armonioso gorgheggio del vostro canarino?
In quel momento eravate connessi con l’ amore UNIVERSALE, un filo invisibile vi legava all’energia cosmica che permette tutto ciò che vediamo (poco) e ciò che non vediamo (molto).
Successe che, in estate durante le ferie estive in riva al mare, sulla spiaggia di Termoli, i bambini trovarono al mattino un gabbiano che non riusciva a volare, sulla spiaggia del nostro residence..
I bambini si adoperano nel portare da bere, da mangiare: naturalmente tutto inutile perchè il gabbiano era moribondo.
Qualcuno si interessò presso il bagnino e la direzione del residence per fare in modo che venisse avvisata qualche autorità per fare in modo di venire in soccorso del povero volatile.
Gli fu assicurato che la capitaneria di porto fosse stata avvisata…
Si fa sera.
Delle autorità neanche l’ ombra..
Sto giocando a bocce sulla spiaggia con amici quando un ragazzo si avvicina al nostro gruppo:” scusate,..c’è qualcuno che mi accompagna alla sede più vicina della LIPU? Si trova a quaranta chilometri da qui ma ho paura ad andarci da solo perchè è pericoloso con il gabbiano in macchina..”
Il mio amico rispose:” ma cosa vuoi che me ne freghi, ce ne sono di gabbiani”
Il ragazzo si arrabbiò molto e rispose” che significa anche di uomini ce ne sono tanti..”
Ringrazio Giorgio (così si chiama) di essersi indignato per quelle parole, tanto da muovere qualcosa dentro di me!
“Vengo io con te” dissi “vado a cambiarmi ed arrivo..”
E così partimmo e, evitando i colpi di becco del gabbiano, lo alloggiammo (per fortuna restò tranquillo) nel bagagliaio dell’ auto di Giorgio.
Fu così che chiaccherando con Giorgio, simpatico ragazzo napoletano, scoprii che era lui stesso artigiano (io sono odontotecnico) nel restauro artistico di sale e case d’ epoca: nacque una inaspettata amicizia.
Dopo un’ ora di viaggio per i monti molisani, dopo aver sbagliato strada nonostante il navigatore di Giorgio arriviamo a Casacalenda un bel paese di montagna dove ha sede LIPU MOLISE.
Giorgio era riuscito ad avere il numero telefonico tramite i carabinieri di Termoli e aveva contattato il responsabile della lipu.
Ci aspettava a Casacalenda e a Casacalenda andammo!
Dopo una breve visita la ragazza (sicuramente volontaria, che bravi i giovani!!) ci rassicurò sulle condizioni del povero volatile: ce la poteva fare.
Ci spiegò che si trattava di avvelenamento da metalli pesanti e questa patologia era frequente sul litorale a nord di Termoli, presso il torrente Sinarca dove una discarica a cielo aperto, più volte denunciata alle autorità competenti, avvelenava gli animali che vi andavano a mangiare..
La dottoressa ci ringraziò per ciò che avavamo fatto, ma io giro i ringraziamenti a Giorgio:
..senza la sua umanità, ciò non sarebbe avvenuto.
Il giorno dopo, in spiaggia, i bambini ci chiedevano notizie sulla salute del gabbiano e il mio viso era questo:
Daniele








3 responses to "Il gabbiano perduto.."
Mi hai toccato, davvero! Che bello leggere di quest’episodio conclusosi in questa maniera e che triste scoprire quanta noncuranza c’è nei confronti degli animali da parte di alcune autorità e di gente “non interessata” che vede gli animali come un numero, nulla di più.
Io rispetto gli animali… per amore e per un senso di giustizia che mi sento crescere dentro… li rispetto e li amo come rispetto ed amo la razza umana.
A volte bisognerebbe riconsiderare il loro valore, e non inteso come patrimonio di fauna, ma come esseri viventi!
Un saluto…
Noemi
Bell’articolo!!
Da noi si diceva” chi non ama gli animali non ama neanche i cristiani!…”
Stiamo dicendo la stessa cosa.
Al giorno d’oggi, siamo un pò tutti affannati da vari problemi: il lavoro, la nostra donna o uomo, la famiglia, la casa, l’auto, ecc… Ma chi siamo veramente? Che senso ha la nostra vita? Vogliamo essere persone mature che sanno soffrire e sanno amare? Oppure vogliamo essere persone egoiste, ciniche, distratte, che pensano solo per se? Quest’ultima categoria in Italia sta dominando la scena a tutti i livelli, ma credetemi, sono solo dei bei castelli di carte: con un pò di vento crolleranno uno dopo l’altro!
Ricordate la parabola della casa sulla roccia e di quella costruita sulla sabbia?
E’ crisi in tutto il mondo ma sopravviverà meglio (e con felicità) chi avrà studiato con umiltà, prudenza, coraggio, etica, confronto aperto, il suo futuro.
E poi, teniamolo presente, se aiuti gli altri anche tu sarai aiutato, se sei egoista nel momento del bisogno nessuno ti aiuterà!
Si potrebbero fare altri discorsi che lascio a voi. Grazie, sono contento di aver partecipato al blog.
Web squisita.